Verona sei bella è prima di tutto una mappa. La mappa di una città, della mia città, in cui ho vissuto anni bellissimi e che ancora oggi quando la incontro sa stupirmi e affascinarmi, come fosse la prima volta. Uno scorcio suggestivo, il particolare di un portone segnato dal tempo, i cortili segreti dei suoi palazzi, una nuova villa romana che affiora all’improvviso.

A Verona si può camminare sulle orme di Dante; ci si può giurare amore sotto il balcone di Giulietta; si possono vedere le più belle opere liriche seduti sugli antichi gradoni dell’Arena. Qui si possono scoprire codici antichi nella Biblioteca Capitolare; si possono ammirare opere del Tiziano all’interno delle sue chiese e ci si può addirittura perdere in un labirinto di siepi tra i più antichi d’Europa. A Verona si può bere un buon bicchiere di vino seduti in Piazza delle Erbe e nelle sue pasticcerie a Natale si respira il dolce profumo inconfondibile del pandoro.

E’ una città che racchiude al suo interno storie, leggende e tradizioni senza tempo. Le epoche storiche qui si abbracciano, dando vita ad una realtà unica e variegata. Verona è un pò romana, un po’ medievale, un po’ rinascimentale e un po’ veneziana. Ogni piazza, palazzo, strada e addirittura osteria racconta un pezzo di questa incredibile storia, di cui noi veronesi siamo profondamente orgogliosi.

La collezione Verona sei bella

E’ nata così Verona sei bella: da un amore profondo, sin da bambina, e dal desiderio fortissimo di raccontarlo. Con lei come compagna di viaggio, camminare per la città adesso sarà ancora più bello. Magari, molto presto, anche voi la amerete tanto! La mappa è stata disegnata da Pollaz, la meravigliosa illustratrice con cui condivido l’innamoramento per questa città: anche Paola, infatti, abita a Verona da tanti anni ed è sempre bravissima a scoprire i posticini più belli da frequentare. All’inizio pensavamo che ci sarebbe stata solo lei, la mappa, poi Verona sei bella è diventata una piccola collezione. Sono arrivati anche i quaderni e le spille con un delizioso protagonista, tenero e buffo, disegnato da Paola: il pandoro.

La mappa è disponibile in formato poster 50 x70 su carta fotografica 200 grammi, in tre versioni: lo sfondo, infatti, può essere bianco, bianco a quadretti, oppure azzurrino. In omaggio con ogni acquisto di Verona sei bella ci sarà una cartolina, che riporta la stampa della mappa. I luoghi della città rappresentati sulla mappa sono in tutto 24, tra chiese, ponti, palazzi, monumenti storici e piccole curiosità come i pandori di Palazzo Melegatti o la piccola lettera simbolo del Club di GiuliettaQui sotto li trovate elencati insieme ad una piccola descrizione con curiosità e particolari, assolutamente da non perdere.

Verona sei bella è:

  • poster mappa di Verona 50×70 cm (con sfondo bianco, oppure azzurro, oppure bianco a quadretti)
  • cartolina mappa di Verona (in omaggio con ogni mappa)
  • quaderni con simpatico pandoro e pattern pandorini
  • spilla in metallo smaltato con pandoro

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I luoghi della mappa

  1. Arena
  2. Arsenale
  3. Basilica di San Zeno
  4. Balcone di Giulietta
  5. Casa di Romeo
  6. Castelvecchio con il suo ponte
  7. Castel San Pietro e la Funicolare
  8. Chiesa di Santa Anastasia
  9. Chiesa di San Fermo
  10. Civico Museo di Scienze Naturali / Palazzo Pompei
  11. Duomo
  12. Giardino Giusti
  13. Palazzo Maffei
  14. Palazzo Melegatti
  15. Piazza dei Signori con la statua di Dante
  16. Ponte Pietra 
  17. Ponte Navi
  18. Ponte della Vittoria
  19. Ponte Garibaldi
  20. Porta Nuova
  21. Portoni Borsari
  22. Teatro Romano 
  23. Torre dei Lamberti
  24. Via Pigna

Storie e curiosità sulla mappa

Arena: monumento simbolo della città, è stata costruita intorno al I secolo d.C. e per secoli è stato lo scenario dei combattimenti fra gladiatori. Oggi è considerata il teatro lirico all’aperto più grande del mondo. Dal 1913 infatti ospita concerti e spettacoli primo fra tutti il Festival Lirico, con spettacoli come Aida, Nabucco o il Barbiere di Siviglia.

Basilica di San Zeno: capolavoro del romanico italiano, la facciata di San Zeno si presenta con i due leoni in marmo ai lati del portale e in alto un bellissimo rosone detto anche Ruota della Fortuna. All’interno della Basilica si trovano la cripta, che custodisce le spoglie del Santo e una Pala del Mantegna. Nella piazza antistante invece la prima domenica del mese ha luogo il mercatino dell’antiquariato, modernariato e vintage.

Casa di Giulietta: luogo iconico e famoso della città, la casa di Giulietta è un palazzo medievale nel centro storico di Verona. Una meta obbligata per migliaia di turisti innamorati, che qui lasciano messaggi d’amore e si regalano una foto dal celebre balcone in marmo o accanato alla statua di Giulietta.

Casa di Romeo: un edificio medioevale, appena dietro le Arche Scaligere, che la leggenda vuole essere proprio la casa della famiglia Montecchi. Oggi è una proprietà privata non visitabile, però all’esterno, sulle mura di mattoni rossi, è presente una lapide, rappresentante il blasone dell’antica casa.

Castel San Pietro e la funicolare: sorge a due passi dal Teatro Romano, sulla riva sinistra dell’Adige, in una zona che i francesi ribattezzarono dispregiativamente Veronette, piccola Verona. La sua posizione elevata lo rende uno dei luoghi più visitati di Verona. Il piazzale offre infatti uno dei panorami più suggestivi e imperdibili della città abbracciata all’Adige. Si può raggiungere Castel San Pietro con la funicolare storica oppure salendo le scale che partono da Ponte Pietra e costeggiano la zona archeologica del teatro.

Castelvecchio e il suo ponte: incastonato tra il suo ponte e l’Arco dei Gavi, Castelvecchio domina l’intero Corso Cavour. Costruito a metà ‘300 da Cangrande della Scala, aveva in passato funzioni militari e di difesa. Nel 1926, con l’ultimo restauro ad opera dell’architetto Paolo Scarpa, è diventato il più importante museo della città. Il ponte invece è stato costruito tra il 1354 e il 1356 per volere del signore di Verona Cangrande II.

Chiesa di Santa Anastasia: è una delle chiese più preziose e imponenti di Verona. Costruita nel 1290 è un esempio di gotico italiano. Da non perdere quando si visita l’interno la Capella Pellegrini ricca di affreschi e sculture, tra cui il celebre “San Giorgio e il drago” di Pisanello.

Chiesa di San Fermo: la sua particolarità è quella di composta da due chiese sovrapposte, con la parte inferiore romanica mentre quella superiore gotica. L’interno ha una sola navata e il soffitto in legno è ricco di affreschi. Poco distante da San Fermo c’è Porta dei Leoni, che tra le porte romane è quella meglio conservata e merita una visita soprattutto per i vicini scavi, integrati alla perfezione nella vita della città.

Civico Museo di Scienze Naturali: il museo è allestito all’interno di un palazzo rinascimentale, Palazzo Pompei. Commissionato dalla famiglia Lavezzola tra gli anni 1530 e 1550 all’architetto Michele Sanmicheli, divenne poi di proprietà della famiglia Pompei e nel 1833 il conte Alessandro Pompei lo donò al Comune di Verona perché ospitasse esposizioni, raccolte d’arte e collezioni scientifiche di notevole prestigio e importanza della città. Il Museo accoglie le sezioni scientifiche dedicate allo studio di minerali e rocce, paleontologia e zoologia, tra cui un campionario dei famosi marmi veronesi.

Duomo: è la chiesa più bella e preziosa della città, dedicata a Santa Maria Assunta. La sua facciata unisce gli stili gotico e romanico, mentre l’interno è maestoso, solenne e ricco di affreschi e opere d’arte. Tra questi la Pala dell’Assunta del Tiziano conservata nella cappella Nichesola. Del complesso della cattedrale fanno parte il Battistero di San Giovanni in Fonte, una piccola chiesa longobarda, il Chiostro dei Canonici e il Museo Canonicale, oltre alla famosa Biblioteca Capitolare con i suoi libri e collezioni antiche e preziose.

Giardino Giusti: ideato come sfondo all’omonimo palazzo, Giardino Giusti è uno dei più bei giardini all’italiana del tardo Rinascimento. E’ costruito con una serie di terrazzi che permettono al visitatore di ammirare la vista sulla città secondo un percorso preordinato. Un viale centrale punteggiato di cipressi lo divide in due, salendo fino alla grotta a stalattiti, sormontata da un mascherone. Da non perdere durante la visita: epigrafi romane, il cipresso di Goethe, grotte acustiche, statue mitologiche e un piccolo labirinto di siepi tra i più antichi e complessi d’Europa.

Palazzo Maffei: è un palazzo seicentesco, nella centralissima Piazza delle Erbe, che da qualche anno ospita una straordinaria collezione d’arte. Una casa museo dove sono esposti capolavori che attraversano più di cinque secoli. Arte antica, modernità, pittura veronese e accenni di Futurismo e Metafisica. Capolavori dell’ arte moderna e contemporanea, 350 opere che dialogano tra loro in questa “camera delle meraviglie”.

Palazzo Melegatti: in questo edificio nel 1894 Domenico Melegatti gestiva la sua piccola pasticceria e proprio qui avvenne la nascita del tipico dolce veronese, il Pandoro. Un dolce di pasta lievitata dalla forma a stella e dall’impasto molto soffice. Secondo la leggenda raccontata dalla famiglia infatti un aiutante dopo averlo assaggiato, avrebbe esclamato  ” l’è proprio un pan de oro ” . Da non perdere quando si passa di qui: le lettere blu dell’antica insegna al neon Melegatti e i due piccoli pandori in pietra agli angoli del balcone superiore.

Piazza dei Signori e la statua di Dante: è una delle piazze più suggestive della città, animata da ristorantini e dai mercatini di Natale nel periodo natalizio. Racchiusa per una parte dalla rinascimentale Loggia del Consiglio, al suo centro si trova la famosa Statua di Dante, da cui la piazza prende il suo secondo nome, Piazza Dante. Sulla destra, percorrendo un piccolo passaggio, si arriva a Palazzo della Ragione, detto anche Palazzo del Mercato Vecchio, con il suo gioiello, la Scala della Ragione in stile veneziano. Da qui si può accedere alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti e alla Cappella dei Notai con capolavori della pittura del Settecento.

Ponte Pietra: risalente all’epoca romana, nel corso dei secoli il ponte subì varie trasformazioni e restauri. Dopo la seconda guerra mondiale venne distrutto e solo la prima arcata di destra si salvò. In seguito venne ricostruito recuperando gli elementi originali. Il ponte è uno dei punti più panoramici e suggestivi della città. Da qui si può avere una vista unica su alcuni dei monumenti più belli: Chiesa di San Giorgio, campanile di Santa Anastasia, Teatro Romano e Castel San Pietro.

Porta Borsari: costruita intorno al I sec d.C era inizialmente chiamata Porta Iovia, per il vicino tempio di Giove. Nel medioevo cambiò nome e venne nominata Porta Borsari, per la presenza dei cosiddetti Bursarii, ovvero i gabellieri con la borsa, che riscuotevano i dazi sulle merci in entrata e uscita dalla città. Considerata uno dei punti principali di accesso alla città, oggi di Porta Borsari rimane sola la facciata esterna.

Teatro Romano: affacciato sul fiume Adige, a pochi passi da Ponte Pietra, il teatro è una delle testimonianze della Verona antica, risalente all’epoca dell’imperatore Augusto. Nel corso del tempo subì varie modifiche tanto che nel 1834 Andrea Monga acquistò il terreno e iniziò gli scavi per riportare alla luce il teatro e il suo complesso. Oggi di questo gioiello rimangono la gradinata e il palcoscenico. Nei mesi estivi qui si svolge “L’estate teatrale veronese”, una serie di rappresentazioni tra cui commedie e tragedie, balletti e concerti che permettono al teatro di rivivere come nell’antichità. All’interno del complesso si trova il Museo Archeologico interamente ristrutturato e la Chiesa di San Siro e Libera.

Torre dei Lamberti: situata nella centralissima Piazza delle Erbe, la torre è stata costruita nel 1172 e compiuta nel 1464. Con i suoi 84 metri e 368 scalini, è considerata l’edificio più alto della città. Se decidete di salire, la torre vi regalerà una vista a 360 gradi davvero impareggiabile su Verona e le sue bellezze.

Via Pigna: a Verona si trova una grande pigna scolpita che aiuta ad orientarsi, come una bussola, tra i vicoli e le strade del centro storico. Scolpita nel marmo, risale all’epoca romana e nel Medioevo dava il nome all’omonimo quartiere e ad alcune chiese come San Giacomo della Pigna.

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